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  • Redazione

FERMENTI LATTICI: COSA SONO E IN QUALI CASI POSSONO ESSERCI UTILI.

Aggiornamento: 6 dic 2022


Più di un secolo fa, Elie Metchinkoff, uno scienziato russo premio Nobel, affermò che i batteri lattici acidi (lattobacilli) offrivano benefici per la salute, passibili di promuovere la longevità. Suggerì che la "auto-intossicazione intestinale" e l'invecchiamento conseguente si sarebbero potuti esprimere modificando il microbiota intestinale e sostituendo i microbi dannosi con quelli utili. Sono passati tanti anni e la storia gli ha dato ragione.


Cosa sono i probiotici?

In poche parole, sono microrganismi che possono migliorare la salute delle persone, colonizzando il loro intestino. Nella maggior parte dei casi sono della specie Lactobacillus e Bifidobacterium, ma sono molto diffusi anche il lievito Saccharomyces boulardii e specie di Bacillus. La loro azione consiste nel modificare la popolazione batterica intestinale, aumentando i batteri "positivi" e diminuendo quelli "negativi". Preferiamo usare le virgolette, in quanto la differenza tra i due spesso è nella prevalenza, ovvero nella crescita squilibrata di una specie piuttosto che l'altra, prima ancora che nella loro natura. Spesso infatti un intestino sano vede la presenza di patogeni, che però sono in numero tale da non arrecare danno.


In quali patologie sono utili?

Negli ultimi anni sono fioriti gli studi su questi prodotti, al punto da ipotizzarne l'utilità per praticamente qualsiasi patologie esistenti. Tuttavia quelle per cui il loro uso ha una base scientifica abbastanza solida sono in numero limitato.

La diarrea, ad esempio, si giova dell'assunzione di alcuni ceppi di probiotici, che possono intervenire sia per diminuire la severità che la durata. Non sono rimedi di prima linea, in quanto nella maggior parte dei casi la diarrea è autolimitante in 24 ore, tuttavia in casi di recidiva o cronicizzazione, l'assunzione di ceppi di L. paracasei, L.rhamnosus e S.boulardii ha mostrato dei miglioramenti, negli adulti. Nella diarrea da antibiotici, in particolare, oltre a quelli citati, hanno dimostrato utilità anche L.casei, L.bulgaricus e S.thermophilus, oltreché un ampio gruppo della specie Bifidobacterium.

Nei casi di sindrome del colon irritabile invece, patologia irritativa dell'intestino, che associa il dolore addominale a sintomi come diarrea e/o stitichezza, i ceppi che hanno mostrato maggiore utilità sono il L.plantarum, Escherichia coli, L.rhamnosus, Bacillus coagulans, la specie Bifidobacterium e il lievito Saccharomyces boulardii.

La costipazione invece si giova soprattutto dell'uso di Bifidobatteri e L.reuterii.


Sono utili nei bambini?

Il problema principale per cui vengono usati nei bambini sono i sintomi da gastroenterite acuta. Quando non si risolve spontaneamente oppure diventa recidiva, sembra che l'assunzione di Lactobacillus rhamnosus LGG e/o di Saccharomyces boulardii possano aiutare la remissione. Meno prove ma comunque promettente anche l'uso di L.reuterii. Anche nel caso di assunzione di antibiotici, gli stessi ceppi possono essere utili.


In conclusione

E' difficile tracciare una sintesi esauriente sull'uso di probiotici. Si tratta infatti di un tema molto vasto, sottoposto a continui aggiornamenti. Gli studi disponibili, peraltro, riflettono anche l’interesse delle aziende più grandi a testare i prodotti di cui sono proprietari, più che la varietà dei prodotti e le loro potenzialità terapeutiche Detto questo, ci sentiamo di dare dei consigli pratici semplici:

  • i probiotici hanno limitati effetti collaterali, perciò la loro assunzione è generalmente sicura;

  • non esiste un ceppo buono per tutti, l'intestino ha una flora varia e diversa tra la popolazione, quindi vale la pena cambiare se non ci sono risultati;

  • sembrano sufficienti anche basse quantità, ovvero anche 1MLD per ceppo, quindi non è necessario esagerare (esistono in commercio preparati con 75MLD: inutilmente esagerati, probabilmente);

  • la capacità di colonizzare l'intestino spesso è transitoria, quindi per un effetto duraturo, va proseguita l'assunzione;

Quindi: buoni tentativi a tutti, in salute assumendo probiotici!


Bibliografia:

Indicazioni Ministero della Salute 2018 (https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf)

Linee Guida del World Gastroenterology Organisation su Probiotics and prebiotics (https://www.worldgastroenterology.org/guidelines/probiotics-and-prebiotics/probiotics-and-prebiotics-english)








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