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  • Redazione

PREBIOTICI, PROBIOTICI, SIMBIOTICI E POSTBIOTICI: DIFFERENZE ED UTILIZZI




L’impiego in Italia di fermenti lattici nel settore degli integratori risale a circa 35 anni fa, quando tali prodotti venivano inclusi tra i prodotti dietetici. I primi prodotti autorizzati contenevano Saccaromyces cerevisiae (lievito di birra) o fermenti lattici come Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus (quelli che "producono" lo yogurt, fermentando il latte) in associazione con nutrienti, per lo più vitamine del gruppo B, che servivano per conferire loro la valenza “nutrizionale” allora ritenuta necessaria per l’inquadramento nel settore dei dietetici. Si sviluppò così una specifica categoria di prodotti, definiti “integratori dietetici biologico-vitaminici”, al fine di essere utili per il presumibile deficit della loro sintesi batterica, conseguente al “disordine” dell’ecosistema intestinale. Da allora è passato molto tempo e i prodotti sono aumentati esponenzialmente. Come orientarsi nella giungla attuale? Proviamo a dare qualche semplice indicazione.


Pro-, pre-, sin- e post-biotici: differenze

Innanzitutto, la terminologia:

  • i probiotici sono dei batteri che hanno la capacità di colonizzare l'intestino, ovvero sono stati trovati in campioni intestinali di individui "sani" di conseguenza mostrano la potenzialità di favorire il riequilibrio della flora batterica.

  • i prebiotici sono un insieme di molecole e alimenti che "nutrono" questi batteri. Oltre ad avere questo ruolo di nutrienti, possiedono una complessità molecolare tale da favorire i batteri migliori per la nostra salute (bacteroidetes) anziché quelli peggiori (firmicutes). Il più famoso si chiama inulina, ma esiste anche il lattulosio e la grande famiglia degli oligosaccaridi. I cibi dove si trova una grande quantità di prebiotici sono topinambur, carciofi, cicoria e cipolle.

  • i sinbiotici sono semplicemente prodotti che contengono sia i pro- che i prebiotici.

  • i postbiotici infine sono "pezzetti" di fermenti, o loro componenti, quindi non i cosiddetti "fermenti lattici vivi" bensì una loro forma non più viva.


Quando usare uno, e quando l’altro?

Nonostante le loro differenze “tecniche”, diciamo che si tratta di prodotti che hanno in comune il target della loro azione, ovvero l’intestino. Grazie alla complessità di questo organo, tuttavia, possiamo dire che il loro effetto può allargarsi fino ad includere le condizioni del nostro sistema immunitario e il nostro benessere generale, dal momento in cui nell’intestino risiede il sistema immunitario di mucosa, una delle principali interfacce del nostro corpo con gli alimenti e il loro portato sia nutritivo che “stimolante l’immunità”. Le differenze principali stanno pertanto nel loro modo di agire.

i prebiotici nutrono i batteri migliori, favorendone crescita e colonizzazione, e sopperiscono alle carenze dietetiche di questi componenti. Da questo punto di vista pertanto possono anche essere assunti per lunghi periodi. I probiotici, purtroppo, spesso smettono di essere efficaci nel momento in cui si arresta l’assunzione. Questo succede perché il sottile equilibrio intestinale dipende dalla genetica e da quello che si mangia: se entrambi questi fattori restano immutati, spesso la popolazione batterica diventa resiliente, ovvero resiste ai cambiamenti. Lo stress, come fattore esogeno temporaneo (si spera…), può spostare l’ago della bilancia in maniera determinante. I sinbiotici non sono che dei prodotti “potenziati” in cui si somministra il fermento con il suo “cibo preferito”, mentre i sinbiotici sono prodotti più recenti, molto interessanti benché poco studiati, in quanto possono esercitare un effetto molto simile ai probiotici, senza la necessità di somministrare organismi vivi, che è potenzialmente rischioso soprattutto nei più fragili (immunocompromessi e bambini). Sono interessanti, sebbene preliminari, le loro potenzialità nelle patologie infettive stagionali, dato che uno dei loro meccanismi d’azione è legato alla stimolazione del sistema immunitario.


Bibliografia:

Indicazioni Ministero della Salute 2018 (https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf)

Linee Guida del World Gastroenterology Organisation su Probiotics and prebiotics (https://www.worldgastroenterology.org/guidelines/probiotics-and-prebiotics/probiotics-and-prebiotics-english)

Malagón-Rojas JN, Mantziari A, Salminen S, Szajewska H. Postbiotics for Preventing and Treating Common Infectious Diseases in Children: A Systematic Review. Nutrients. 2020 Jan 31 (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7071176/)






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