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  • Redazione

LA COSTIPAZIONE: TANTE LE CAUSE, TANTI I MODI DI AFFRONTARLA



Se c'è un problema che non conosce tempo né stagione, è quello della stitichezza. Conosciuta anche come costipazione, si tratta di un rallentamento nel tempo trascorso tra uno scarico intestinale e l'altro. Sui libri di medicina, si può parlare di costipazione quando questo intervallo supera i 3 giorni, ma è ormai chiaro come ognuno definisca "stitichezza" quella che a volte è una semplice eccezione alla regola.


Ad ognuno la sua

Le persone infatti definiscono come benessere una condizione che le porta a scaricarsi ad intervalli regolari, tendenzialmente alla stessa ora. Tuttavia noi siamo organismi in evoluzione e di conseguenza non è sempre vero che una piccola deviazione alla norma coincida con uno stato patologico o comunque che necessiti un intervento "esterno". Il rallentamento intestinale a volte infatti è dato da un cambiamento nella routine quotidiana, come possono esserlo i viaggi, che obbligano ognuno di noi ad adattarsi a tempi e luoghi diversi, con il risultato di "saltare" l'appuntamento con la toilette. Un altro caso di rallentamento fisiologico è un cambiamento alimentare, come ad esempio un regime dietetico diverso o un weekend di eccessi.


Le cause

Quando non ci sono stati cambiamenti particolari e il problema va avanti per settimane o mesi, si parla di stitichezza cronica e può essere un problema. Tra le cause principali ci sono la perdita di tonicità della muscolatura intestinale, lo scarso movimento e una dieta povera di fibre. Nel primo caso, spesso è complice la vecchiaia, in cui è fisiologico che la componente muscolare del corpo sia diminuita e di conseguenza un organo come l'intestino, che ha bisogno di una spinta propulsiva tonica, spesso ne risente. Il secondo caso è connesso al primo, in un certo senso, in quanto la forma fisica scarsa porta spesso a peggiori performance intestinali. Sedentarietà e dieta povera di fibre sono a loro volta un binomio spesso osservato nei casi di stitichezza cronica.


Il microbiota intestinale e le fibre

Si dice spesso, a chi soffre di stitichezza, "Mangia più fibre!", ma si tratta di un tema più complesso di quanto possa sembrare. La componente non digeribile dell'alimentazione è una parte fondamentale della nostra alimentazione, perché aiuta a dare regolarità intestinale, "allevando" i batteri positivi. Questi ultimi infatti si nutrono di oligosaccaridi, fruttani, inulina, molecole complesse... tutto ciò che spesso le persone tendono a dimenticare nella propria dieta perché... poco appetitose. L'introduzione regolare sposta l'ago della bilancia verso una migliore performance, anche in bagno.


Qualche consiglio

Oltre ad introdurre fibre regolarmente e aumentare l'attività fisica, è importante curare il proprio rapporto con... il water. Trovare la giusta posizione, magari usando un piccolo supporto (ad esempio una panchetta) per diminuire lo sforzo fisico defecatorio, è un importante aiuto quotidiano. Inoltre, è necessario provare a scaricarsi solo quando c'è lo stimolo, evitando di stare seduti sul water nell'attesa per molti minuti. Questo lasso di tempo, oltre a non favorire lo scarico, spesso costringe la persona a sforzi deleteri per il proprio sistema cardiovascolare. E' dimostrato infatti come ci sia un legame tra la stitichezza e i problemi cardiovascolari, come ictus e infarti.


Bibliografia:

Goodman & Gilman's the pharmacological basis of therapeutics. New York, McGraw-Hill. (2018) 21th ed.

Malattie gastrointestinali ed epatiche - Fisiopatologia, diagnosi e trattamento di Sleisenger - Fordtran - Feldman - Scharschmidt - 2018



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